Anche gli scienziati amano gli slogan

3 Risposte

  1. transcendo ha detto:

    Mi trovo assai concorde con molte tue osservazioni e valutazioni sulla questione scienza e democrazia. A mio avviso, in generale, c’è un duplice problema: da una parte una diffusa ignoranza (dove qui con tale termine non indico la mera mancanza di sapere bensì, riprendendo Karl Popper, la mancanza della volontà di apprendere) la cui responsabilità è del singolo insieme al fallimento della scuola che nel complesso ha certamente alfabetizzato la popolazione ma non è stata in grado, ormai è alquanto evidente, di formare menti con una sufficiente facoltà critica e curiosità intellettuale. Dall’altra parte notiamo che tra molti accademici e scienziati (fortuna ci sono anche brillanti eccezioni) prevale un atteggiamento “snobistico” e “classista”, che personalmente da sempre stigmatizzo, nei confronti di tutta questa massa di “incolti” e “populisti” (da cui origina poi l’Idra dei soliti complottari paranoici, antivaccinisti, sciachimisti, etc…). Se questo è l’humus sociale e culturale non stupiamoci poi se molti individui non apprezzano il valore reale del metodo scientifico, mentre molti tra le élite non apprezzano il valore reale della democrazia partecipata… Anzitutto, se vogliamo cominciare a pensare come uscire da questo circolo vizioso, credo che dovremmo riscoprire la nozione di “dotta ignoranza” del Niccolò Cusano per dire che non esistono in realtà “esperti”, che la scienza ha molti limiti, e che in generale la conoscenza è sempre frutto di un’attività collettiva e senza fine. Abbiamo anche troppi scienziati che spesso dedicano scarsa attenzione alla divulgazione ancora considerata secondaria, o peggio sacrificabile, rispetto alla loro professione di specialisti e ricercatori. A facilitare la soluzione di questo problema sono convinto che possa avere un ruolo fondamentale la disciplina e pratica filosofica, avendo alle sue spalle un metodo dialettico testato da più di 2000 anni, come modello di confronto e dialogo che possa ridurre tale frattura o incomunicabilità tra classe intellettuale e persone comuni. C’è da lavorare molto anche su mezzi e risorse che possano rendere il più possibile accessibile e gratuito a tutti il sapere scientifico perchè solo in questo modo si possono avvicinare individui diffidenti oppure ideologizzati nei confronti della scienza. Sicuramente poi è vero che “senza la scienza, la democrazia è impossibile” ma dovremmo chiederci anche quale tipo di democrazia vogliamo: oggi vedo infatti uno scivolamento pericoloso verso quella che un sociologo francese ha chiamato “democrazia dei creduloni”, caratterizzata da fideismo e relativismo (due facce della stessa medaglia/problema), mentre dovremmo tendere tutti verso una democrazia “razionale” in cui vi sia un dibattito il più possibile civile tra cittadini informati – forse in tal senso ci potranno aiutare piattaforme online di cd. “democrazia liquida” per quanto siano strumenti di partecipazione ancora ben lungi dall’essere ottimizzati… Cmq hai colto il punto vero ossia quello educativo e culturale che ritengo a dir poco cruciale, nonché al fondo del problema stesso, e che va affrontato certamente senza mai trattare gli individui (giovani e adulti) come scatole vuote da indottrinare e perchè essi, per dirla anche con le parole stesse di Plutarco, “non sono vasi da riempire ma fiaccole da accendere”. Infine, mi voglio congratulare per il tuo nuovo blog pieno di scritti, letterari e riflessivi, che non lasciano mai indifferenti. Ti auguro di continuare al meglio il tuo viaggio alla scoperta di te stesso e del mondo! Il tuo eterno seguace, David

  2. MZabar ha detto:

    Grazie David! Il tuo contributo è sempre prezioso. Sì, direi che la filosofia è un buon antidoto alle semplificazioni, lo vedo bene anch’io da profano. Ho sentito dire qualche volta (non mi ricordo da chi) che nelle facoltà scientifiche dovrebbe essere compreso un corso di epistemologia e/o filosofia e storia della scienza. Sarebbe un passo utilissimo! Sulla democrazia abbiamo già avuto modo di parlare del fatto che non sia un sistema ottimale, però non volevo dilungarmi nell’articolo che volevo fosse il più possibile leggibile. Ad maiora 🙂

  1. 16 aprile 2017

    […] Un piccolo, complicato, regalo per Pasqua. Sono passato a WordPress.org, cioè a un vero sito. Erano mesi che lo tenevo nel cassetto, ma è venuto il momento di uscire allo scoperto. Finalmente è uscito il primo, vero articolo, su dinaride.it […]

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